Stupendo poche chiance

Episodio primo

  • Titolo la legge secondo Plet

  • Regia: Matteo Rovere

  • Intepreti Mathilde De Angelis Edorado Scarpetta

  • Distribuzione: Rai

  • Voto A

Con numerose scene secondo me molto interessanti, La legge di Lidia Poët è una delle più belle serie recentemente prodotte dalla RAI, organizzazione con la quale ho un rapporto di amore e odio. Torino è una città un po’ gotica e un po’ rococò, il che si presta benissimo – visto che era la capitale culturale dell'Italia postunitaria – a questo tipo di storie.

Lidia, interpretata da una Matilde De Angelis come sempre superlativa, è una ragazza giovane e bella che non ci sta nel ruolo impostole dalla società di "angelo del focolare" o di maestra in un mondo arido. Nel primo episodio deve indagare, veste i panni sia dell'avvocato che del detective, e deve scoprire la verità sulla morte di una ballerina, Adele Valéry. Per questo viene indiziato un poeta maledetto, oltre che individuo super disturbante, il bravissimo Pietro Baiocchi, ben interpretato da Francesco Panarella.

Il ruolo è molto emotivo, fuori dagli schemi compassati che invece troviamo nel fidanzato della ballerina – nota bene, di antica famiglia sabauda con un padre che assomiglia a Bava Beccaris. Carlo, un simpatico Matías De Angelis, ha un’ombra inquietante: quella del padre, il severo Ludovico di Clavesana, ottimamente interpretato da Fabrizio Coniglio. Questo ruolo dell'aristocratico sabaudo, solo apparentemente elegante e pieno di sicurezza, apre la strada a quello che sarà il tema di questi lavori: la voglia di smitizzare l’uomo in quanto tale, di renderlo poco a poco fragile e insicuro. Si nota benissimo in ben due occasioni: la prima è quando riceve la notizia che non può più praticare la professione forense, e la seconda quando si ritrova nei guai con il fratello.

Qui si può vedere un bellissimo contrasto tra la recitazione brillante ma molto naturale di Matilde De Angelis e quella altrettanto efficace di Pier Luigi Pasino, bravissimo nel ruolo di Enrico, che non è il patriarca della famiglia perché la persona che comanda veramente e definitivamente è la moglie Teresa, una bravissima e molto misurata Sara Lazzaro. Teresa vede di malocchio Lidia, elegantissima e bellissima ma molto troppo ribelle, considerandola un cattivo esempio per la figlia o la nipote Sinéad Thornhill.

Lidia è per prima cosa straordinariamente insofferente e scocciata dal padre, un buon carattere interpretato da Alessandro Federico, e non riesce ad avere una relazione stabile né con il popolano, quasi giudice ad honorem (un Dario Aita molto bravo), né con il simpatico "energumeno" e giornalista Jacopo Barberis, che ha il volto di Eduardo Scarpetta, bravissimo e molto ombroso. Una serie da vedere e rivedere.

Robert Fogelberg