Allegri e il trionfo del "calcio all'italiana
Fermo restando il risultato, la sconfitta di ieri del Como avrà lasciato molti individui – soprattutto gli appassionati di calcio – scocciati e anche offesi. A tutti gli effetti, la squadra lariana è stata la migliore in campo: quella che ha fatto vedere il calcio più spettacolare. Prima con un gran bel gol imparabile, poi con una serie di attacchi ben lanciati e piacevoli, frutto di un gruppo dove tutti giocano per il bene comune.
Il rigore di Christopher Nkunku era quasi parato dal bravissimo portiere del Como, se non fosse stato tirato così precisamente. Da notare che, tra le ottime parate di Mike Maignan (il migliore portiere in assoluto) e alcuni errori fatti in maniera troppo precipitosa dagli avversari, emerge una notevole idea di fondo: il Milan è una compagine che gioca molto "prudentemente".
La domanda da farsi è se sia giusto e morale premiare un rigore che è stato così palesemente cercato – in una maniera per me sbagliatissima, ma legittima – da Rabiot, il migliore in campo. Parliamo di giocatori esperti, in grado di gestire la partita in maniera molto facile. Insieme a Nkunku (e al grandissimo Modric), Rabiot domanda la partita da centrocampo, compensando anche la presenza di un giocatore dalle enormi possibilità come Leao, che però gioca sempre in un modo indisponente. Il resto del Milan è fatto dai Fofana, dai Tomori, dai Gabbia: giocatori non di eccelso tasso tecnico, ma capaci di fare squadra e quadrato, con anche un Saelemaekers ormai ridotto a correre e pedalare.
Il Como, invece, rischia di essere una cicala. Seppur sia vero che il portiere (Butez/Ramon), lo sfortunato Van der Brempt e Baturina siano bravi e abbiano un grosso tasso tecnico, e che gli schemi di Fabregas siano super piacevoli, la compagine manca di concretezza e spirito di sacrificio. Tiene in campo un Morata "bollito", super quotato ma poco presente. A questo si aggiunge la mancanza di un vero centravanti, visto l'errore di aver ceduto Belotti senza cercare un sostituto adeguato.
Personalmente ritengo questa strategia sbagliatissima. Questi sono giocatori che "piacciono", ma il calcio richiede sostanza. Forse aver regalato alla Sampdoria due rincalzi di lusso (come i giovani talenti citati) è stato un errore.
Consiglierei al Como di agire sul mercato acquistando un vero centravanti "vecchio stampo", e il nome giusto sarebbe Gianluca Scamacca.
Vorrei citare tre esempi di "provinciali" vincenti: il Cagliari di Riva, il Verona di Elkjaer Larsen e soprattutto la Sampdoria di Vialli. Tutte queste vincevano lo scudetto grazie a questi grandi finalizzatori. Al contrario, una squadra con più potenziale economico e blasone come il Parma, anche se aveva un grandissimo giocatore come Asprilla, non ha saputo ripetersi proprio per mancanza di quella concretezza.
Detto questo, auguro al Como ogni bene, perché il calcio ha bisogno di compagini come questa.
Robert Fogelberg Rota