Il biondo, il pelato e il danese
Sampdoria – Südtirol è stata una partita molto dura e difficile, in cui la squadra di Castori ha giocato davvero bene. Si tratta di un gruppo tosto, guerriero, cattivissimo agonisticamente, con una linea difensiva guidata dall’ottimo portiere Davide Adamonis e da giocatori esperti e combattivi come Frederic Veseli, Andrea Pietrangeli, Salvatore El Kaouakibi, Kevin Zedadka e Davide Frigerio. A questi si aggiungono un bellissimo giocatore come Fabian Tait e un bomber come Emanuele Pecorino, ben messi in campo e dotati di grande aggressività.
Un’aggressività tale che, con lanci lunghi e continui, mette più volte alla prova il “biondo”, il nostro Martinelli, costretto a diverse acrobazie e parate magiche, degne di grandi numeri uno come Ivano Bordon, Gianluca Pagliuca, Walter Zenga e Emil Audero. Il resto della difesa fa comunque la sua partita con uomini come Di Pardo, Palma, Viti e Giordano, ma anche Ricci e Henderson, che lottano e sbuffano costruendo un vero muro a centrocampo.
Qui entra in scena — e spero che il buon Attilio mi perdoni — “il pelato”, ovvero il regista di una linea di guerrieri esperti: Henderson, che dimostra di essere un ottimo giocatore, Ricci, ma anche Luigi Cherubini e Brunori, che lavorano secondo principi di calcio totale, degni della grande Paesi Bassi ma anche della sorprendente Corea del Sud del quarto posto mondiale.
A questi aggiungiamo il buon Toma Bašić Begić, ormai inserito e sempre utile, e Oliver Abildgaard, autore di un gran gol ma anche di una partita preziosa senza palla, simile a quelle che erano soliti fare tanti giocatori provenienti dalla terra di Amleto.
Purtroppo la partita, anche per merito dei due portieri, regala pochi gol, un po’ come certe sfide storiche della Sampdoria. Massimo Coda sbaglia un’occasione importante: per me resta uno dei migliori, ma anche tra i più penalizzati da gestioni tecniche discutibili.
Qui vorrei aprire due considerazioni. La prima: la vittoria della Sampdoria, giustamente, arriva il Festa dei Lavoratori, quasi un simbolo per una squadra operaia e combattiva. La seconda: la società ha sbagliato non tanto negli acquisti quanto nelle scelte degli allenatori. Lombardo ha dato a ciascuno un ruolo, una possibilità, una fiducia che si è tradotta in prestazioni molto positive.
È vero, c’è stata una batosta contro il Monza, ma la salvezza porta anche la sua firma. Bisogna costruire una squadra ascoltandolo. La Samp è una squadra che, come la Juventus — ma forse ancora di più — ha perso trofei e occasioni, e la “dama misteriosa” che cito è un omaggio alla sua storia.
Sempre forza Samp!