Romelu Lukaku rovina la festa all’Egitto

I Mondiali di calcio in USA, Messico e Canada saranno tra i più controversi di sempre, forse superando quelli degli anni Sessanta (dove il Cile a forza di botte raggiunse il terzo posto), quelli in Inghilterra, e per me anche quelli in Sudafrica o del 1954, dove forse l’Ungheria venne defraudata dalla Germania Ovest.

Per ora, questi Mondiali nel segno di Trump vedono protagoniste due delle nazioni calcistiche più vicine, ma al contempo più lontane dalla sua visione geopolitica: la Germania, che ha brutalizzato Curaçao, e la Svezia, che ha fatto lo stesso con la Tunisia (la quale si è macchiata di un gioco molto pesante).

L’Egitto, sebbene schieri un giocatore veramente grandissimo come Salah, attira un interesse enorme da ogni punto di vista, che spesso però si esaspera in una violenza gratuita, diventata terribile in diversi casi. Contro il Belgio, l'Egitto presenta comunque una partita stupenda, schierando un ottimo portiere come Shobair e una bella linea difensiva con Hany, Ibrahim e Attia. Il bravissimo allenatore Hassan fa giocare benissimo i suoi centrocampisti, ripartendo nella migliore tradizione italiana.

A questo impianto si aggiunge la prestazione del bravissimo Courtois, che si conferma uno dei migliori portieri della storia, capace di parare non solo i tiri dell’autore del bellissimo gol dell’Egitto, Marmoush, ma anche quelli di "Zico" (che merita il suo soprannome) e di parecchi altri. L'allenatore del Belgio si muove forse come prima facevano Bearzot e Lippi (e anche Mancini, che però è rimasto quasi sempre troppo legato a un'idea di gioco fissa).

A parte Courtois, la linea difensiva del Belgio è molto noiosa e non incide: Meunier, Ngoy, Mechele, Castagne e De Cuyper faticano parecchio. Anche Onana, Raskin e Tielemans non riescono a combinare nulla, e si vede chiaramente che sia De Bruyne sia De Ketelaere sono fuori partita.

In questo scenario, c'è solo una persona capace di inventarsi qualcosa di buono: Romelu Lukaku. Con una zampata e un pizzico di fortuna, mette tutto a posto, salvando il Belgio da una clamorosa figuraccia e rovinando la festa agli egiziani.

Robert Fogelberg Rota

Vittoria ma amara per Parigi

Ottimo Luis Enrique, ma chiacchiere a zero

Allora, per prima cosa sembra che, dopo i Galácticos e le epoche successive, siano tornate le grandi squadre a dominare la Champions League, come ai tempi dell’Ajax, del Bayern Monaco e, ancora prima, del Benfica, dell'Inter e del Milan di Sacchi. Il PSG si iscrive a questo club, anche se la sua vittoria rimane macchiata da due pecche enormi: non essere avvenuta nei tempi regolamentari e il comportamento indegno dei tifosi di casa. Questi ultimi hanno creato un caos da condannare senza se e senza ma, che mette in crisi lo Stato francese. Se una vittoria dà l’avvio a qualcosa di simile, mettere la città a ferro e fuoco significa che c’é molto che non funziona in una società che tollera, ma anche provoca tutto questo, e in persone che scelgono solo questo tipo di comunicazione.

Riguardo all'Arsenal, ha giocato la partita giusta con alcuni uomini veramente bravi come Rice, Ødegaard e soprattutto Hincapié, autore di un grandissimo gol. Al contrario, per me il pur bravo allenatore Mikel Arteta ha commesso due errori madornali: non far giocare Centofanti e tenere Martinelli e soprattutto Havertz troppo a lungo in panchina; una gestione opposta a quella di Luis Enrique.

Enrique utilizza nella maniera migliore Dembélé, un giocatore da Pallone d’Oro, ma soprattutto il migliore in campo: Kvaratskhelia. Quest'ultimo riesce a ottenere un rigore giustissimo (anche se cercato) e dialoga benissimo con Fabián Ruiz e Vitinha. Ottimo anche Marquinhos, eccezionale per un’altra dote, la sportività, e l’enorme Hakimi, per me il miglior giocatore africano di sempre. Si aggiungano Neves e il resto della squadra: quello che fa Luis Enrique è lavorare con ottimi elementi che giocano al meglio in quello che deve essere il calcio, soprattutto un gioco di squadra, dove si gioca non solo per vincere ma anche per far divertire.

Questo spirito si vede benissimo anche in elementi come il portiere Safonov che, anziché far rimpiangere Donnarumma o sembrare solo una scommessa, si mostra solido, bravo, inserito, preciso e concentrato. Ricorda la tradizione russa con Lev Jašin (l’Uomo Ragno) ma anche Dasaev, in un momento storico in cui la Russia e la Francia sono in contesti geopolitici tesi. Anche giocatori che non sono forse prime scelte nel calcio mondiale, come Pacho e Nuno Mendes, fanno più di quello che ci si potrebbe immaginare, mostrando che il PSG non è un semplice club, ma il club in grado di fare più del dovuto nella maniera migliore. Si mostrano per quello che dovrebbe essere il calcio: un gioco divertente e di squadra.

Una vittoria strameritata e mi auguro di vederne delle altre.

Marianen Vitinova

Gran finale

Britannia Rules: Crystal Palace vs Rayo Vallecano

La partita tra Crystal Palace e Rayo Vallecano finisce a Lipsia secondo pronostico, ma si rivela una delle sfide più belle, spettacolari e combattute dell'anno. Un match in cui vediamo chiaramente quanto sia nettamente superiore il livello di calcio della LaLiga e della Premier League rispetto a tutti gli altri campionati.

Prima di tutto, i veri protagonisti sono i due portieri: Henderson da una parte e Batalla dall'altra, autori di parate bellissime. La partita è iper-spettacolare, dura ma corretta, nonostante le squadre giochino molto abbottonate.

Sicuramente c'è chi dà ancora più degli altri in campo. Tra le file del Rayo Vallecano, assistiamo a un'ottima prova di un instancabile e tecnico Jeremy Pino, autore di un gran gol, ma spicca anche Muñoz. Insieme a loro, i guerrieri del Rayo si schierano compatti: Lejeune, Ciss, Chavarría, Valentín, López, De Frutos, Palazón, García e Alemão.

Ma il Crystal Palace gioca una grande partita, un vero diamante che ottiene tantissimo e riesce a dare il meglio in tutto, trascinato da elementi come Kamada, Wharton, Mitchell e Sarr.

Una grande partita sotto ogni punto di vista!

Marinene Fogelberg

Un anno di calcio tra A e B

L'anno di Chivu, ma non del calcio italiano


La chiusura di questa Serie A non porta particolari rimpianti. Un campionato che è stato dominato dall’Inter, la cui migliore partita è stata forse il derby Torino-Juventus, dove Spalletti ha messo su una buona squadra che però non lo capisce. D’Aversa, tra l’indifferenza generale, ha giocato bene, in modo carino e simpatico. È anche un'annata in cui si registrano due record negativi: il terzo Mondiale consecutivo al quale l’Italia non parteciperà (eliminata da un avversario inferiore che bisogna sperare faccia il botto) e dei risultati nelle coppe europee a dir poco imbarazzanti.

La Fiorentina di Kean (che passerà agli annali per un attacco alla libertà d’espressione e per essersi reso colpevole di un episodio di razzismo) non ha fatto molto, anzi, ha fatto schifo: prima dell’eliminazione contro il Crystal Palace ha fatto ridere tutti. Nonostante una salvezza raggiunta senza patemi d’animo, resta la compagine che non si prende la classifica di peggiore squadra solo per la presenza del Pisa. Quest'ultima, nonostante una buona rosa, come compagine della Repubblica Marinara fa ridere su tutta la linea. Il Hellas Verona aveva una rosa debole e retrocede, ma tutto sommato ha fatto qualche buona partita. L’unica vera lotta per la retrocessione è quella tra la Cremonese, che delude, e l’ottimo Lecce, che si mostra forse come l'alfiere del Sud insieme al Napoli.

Il Napoli è un'ottima compagine, ha un ottimo tecnico e bei giocatori, anche se con una vertenza — quella di Lukaku — ridicola per tutti (il giocatore andava ceduto). Gli azzurri arrivano secondi ma non giocano bene; cosa che fa invece il Como, che però secondo me manca la conquista del suo primo titolo: una Coppa Italia che avrebbe anche potuto vincere se avesse giocato con più convinzione la semifinale. Il campionato della Lazio, anche se nobilitato da una finale di Coppa Italia, è quanto di peggio si poteva sperare. La Roma, che regala insieme al Bologna un bel campionato, sembra aver trovato una certa serenità, tutto sommato bene; il Bologna, invece, può dirsi tra i delusi, non avendo cavato un ragno dal buco.

Sul Milan si è detto tanto: inizia bene e finisce malissimo, soprattutto per un uomo, Allegri, ormai ridotto a un meme, il che dispiace e non poco. È un campionato dove abbiamo club senza ambizione: il Torino, che però ha una bella coppia d’attaccanti come Simeone e Zapata; il Sassuolo di Berardi; e il Parma, che forse ha espresso il calcio migliore. A questi si aggiungono quelli che hanno veramente sottopresentato: l’Udinese che, nonostante Zaniolo, è guidata da un tecnico che fa venire il latte alle ginocchia, e il Genoa, del quale non parlo perché non merita di essere nominato. L’Atalanta, dal canto suo, con un grande organico ma cambiando l’allenatore, mette in piedi l’unica rimonta eccitante, per poi venire però brutalizzata, senza se e senza ma, dal Bayern Monaco.

Dalla Serie B arrivano due compagini con un grande pubblico ma poco più, il Venezia e il Frosinone, che però potrebbero anche realizzare il botto, e il Monza, "giocattolino" della famiglia Berlusconi. Dispiace parecchio per il Catanzaro (un piccolo mito), per l'Avellino, per la simpatica Juve Stabia, ma soprattutto per la mia città preferita: Palermo. Il Palermo, con uno degli stadi più classici e belli, il Barbera, e alcuni campionissimi come il mitico Jajalo e il poco conosciuto Siniša, purtroppo si è affidato a Filippo Inzaghi. Il Filippo giocatore non si discute, ma l’allenatore continua in un catenaccio rinunciatario e a tratti ridicolo. Così come il Mantova che, al pari del Modena e del Cesena, sembra accontentarsi di stare in una Serie B senza ambizioni.

Per finire, questo resta l’anno peggiore in assoluto della Sampdoria. Molti mi diranno: "Ma ti sei salvato!". Per me, nonostante Barak sia un giocatore finito, questa Sampdoria aveva una compagine in grado di fare bene con uomini come Henderson e Coda, e Lombardo si è mostrato un bel salvatore della patria. L’anno prossimo sono arrivati club con una buona tradizione, come il Lanerossi Vicenza e il Benevento, un Palermo che vuole prendersi il posto che gli spetta, e arriverà una tra Brescia, Ascoli o Salernitana (che odia la Sampdoria e quello che rappresenta). Ma la Samp deve arrivare in Serie A e basta.

Quindi, sarà un anno cruciale.

Robert Fogelberg Rota

Tedeschi surclassati

Fatti a pezzi

Parlare dopo il gol di Tielemans in Aston Villa-Friburgo è in pratica inutile. Il Friburgo, dove gioca Grifo, ha mostrato quasi tutti i limiti del calcio italiano tradizionale: poca duttilità, mentalità rinunciataria e l'essere capaci solo di dare calci al pallone. Ha dimostrato di essere un club discreto e niente più, mentre il Villa ha fatto una partita perfetta, obbligando il portiere avversario a delle parate incredibili e giocando bene in ogni zona del campo.

La linea difensiva tedesca ha sofferto molto: Kübler è andato in difficoltà, Ginter e Lienhart hanno concesso troppo, mentre il portiere Atubolu è stato il migliore in campo per i suoi con un voto di 7.

Tutto ha contribuito a una gara maiuscola dell'Aston Villa, caratterizzata da un'ottima impostazione e da gol meravigliosi, come quello di Tielemans (che secondo me, interpretando il ruolo in maniera perfetta, è tra i migliori giocatori al mondo). Lo stesso vale per gli altri: Konsa, Lenglet e Pau Torres sono stati incredibili. Corsa, disciplina, ma anche parecchia tecnica per una squadra matura, capace di sfruttare i lanci lunghi e non solo, nel migliore dei modi. Si tratta di una compagine in grado di giocare benissimo, senza strafare e senza commettere errori o eccessi.

Detto questo, non resta che augurarsi che questa volta la squadra vincitrice dell'Europa League possa giocarsela alla pari con quella della Champions, e farsi una domanda: come è stato possibile, negli ultimi anni, avere finali così a senso unico? Cito alcuni esempi, al di là dei risultati: Manchester City-Inter, Atalanta-Bayer Leverkusen, o la stessa partita di oggi. La risposta è semplice: le squadre che giocano, che osano e che hanno allenatori con una mentalità vincente, alla fine vincono.

La vera domanda ora è se le prossime finali saranno simili e se un allenatore come Southgate sarà in grado di trarre insegnamento da questi risultati.

Robert Fogelberg Rota

Sfide europee pazzesche e giocatori sbalati

La Collovati, l’Aston Villa e il Rayo

Confesso che, per una certa forma di amore dell’assurdo, a volte guardo La Zanzara. Caterina Collovati, anche se con il solito moralismo, ha detto alcune cose giuste. Naturalmente la trasmissione vive di qualunquismo e sensazionalismo, come spesso accade con un personaggio come Cruciani: forse anche simpatico, ma sicuramente irritante. Va presa per quello che è. Tuttavia è indubbio che certi calciatori, che potrebbero avere tutto, non dovrebbero finire coinvolti in situazioni degradanti o fare uso di gas esilaranti.

La vera domanda però è un’altra: perché il calcio italiano è in crisi ed è incapace di ottenere risultati paragonabili a quelli dell’estero?

Fa sorridere vedere persone che si definiscono molto di destra — una destra becera, più vicina forse alla vecchia borghesia giolittiana che non a quella fascista — sostenere che le squadre italiane dovrebbero avere solo uno o due stranieri, prendendo come esempio la Polonia. Il problema è che molti di questi personaggi in Polonia non ci sono mai stati e, anche se ci andassero, probabilmente capirebbero poco delle difficoltà reali del paese. La verità, piaccia o no, è che il calcio oggi è completamente globalizzato.

Per parlare di calcio cito persino una persona che di tattica mastica poco, Cruciani, e vorrei aggiungere un altro “populista”, nel senso di uno che propone soluzioni semplici: Antonio Cassano. Però FantAntonio — che da sampdoriano continuo ad amare, anche se ha vinto meno di quanto meritasse — una cosa l’ha capita: il problema è il modo di giocare.

Se guardiamo la bellissima partita giocata davanti a uno scatenato Principe William tra Aston Villa e Nottingham Forest, vediamo due squadre che hanno coraggio. Il Forest, guidato da un ottimo Ortega in porta, con una buona linea difensiva composta da Morato, Neco Williams e Milenković, oltre ad attaccanti pericolosi come Igor Jesus, McAtee e Wood, riesce spesso a mettere in difficoltà Martínez.

Ma il Villa, spinto da un pubblico meraviglioso, riesce a imporre il proprio gioco: pressing, intensità, inserimenti continui e due splendidi gol grazie a McGinn, Buendía e Watkins. Giocatori come Tielemans e Lindelöf corrono, combattono e attaccano senza paura, ma allo stesso tempo mantengono equilibrio. La loro è una difesa alta fatta con coraggio e organizzazione, non con improvvisazione.

Questo coraggio manca invece a molte squadre italiane: al Milan di Allegri, all’Udinese, al Sassuolo e perfino al Genoa, squadre che magari ottengono risultati ma spesso senza qualità di gioco.

Lo stesso problema si vede chiaramente anche a Strasburgo, in Alsazia, dove il portiere Penders e difensori come Doué, Doukouré e Omobamidele cercano di opporsi al Rayo Vallecano, una squadra che gioca con personalità. La difesa con Lejeune, Ciss, Chavarría e Ratiu accompagna spesso l’azione offensiva, mentre giocatori come Pacha Espino e soprattutto Alemão non solo attaccano e segnano, ma tornano anche a difendere.

Sono due esempi di calcio moderno, intenso e coraggioso: un calcio che anche le squadre italiane potrebbero provare a fare.

Robert Fogelberg Rota

Un grande giocatore ci ha lasciati

Evaristo Beccalossi ci ha lasciati

Evaristo Beccalossi purtroppo ci ha lasciati e, per prima cosa, desidero fare le mie condoglianze alla famiglia.

Da tifoso sampdoriano lo ricordo per nove partite piuttosto incolori in una Sampdoria piena di campioni come Brady, Francis e Mancini, allora ancora acerbo e forse troppo goliardico. Però Beccalossi appartiene anche alla categoria di giocatori come Signori, Doni, Pazzini, Cassano, Damsgaard e, perché no, Quagliarella: calciatori che avrebbero meritato almeno un grande trofeo ma che non sono riusciti a conquistarlo.

La carriera di Evaristo resta soprattutto legata all’Inter, dove incantò i tifosi con il suo talento. Tuttavia viene spesso ricordato soprattutto per i due rigori sbagliati contro lo Slovan Bratislava, ma questo giudizio è ingeneroso, così come fu ingenerosa la società di allora, molto diversa dall’Inter di oggi o da quella costruita sotto Pellegrini e Moratti.

Forse pesò anche la rivalità con Hansi Müller, ottimo giocatore ma meno fantasioso e divertente.

Per me Beccalossi resta un grandissimo calciatore e per niente un incompiuto.

Ciao Evaristo.

Lautrao Martinez vince lo scudetto

L’Inter vince lo scudetto

Questo articolo è una risposta a quanto scritto, in parole non troppo convincenti, da Ivan Zazzaroni. Non ho nulla contro Zazzaroni, ma ho trovato il suo editoriale un po’ moscio e ho voluto rispondere con un altro contributo.

Il calcio italiano è nel suo anno più nerazzurro in assoluto: l’Inter vince nettamente uno scudetto per loro magnifico. Bravissimi Çalhanoğlu e Mkhitaryan, fantasisti di grande qualità, e Dimarco, che però in nazionale si mostra un po’ sottotono. A questo si aggiungono una buona difesa e Lautaro Martínez, insieme a Thuram, che si confermano punte veramente forti.

Il problema è che gli avversari a San Siro, come il Parma, un po’ come il Sassuolo, l’Udinese e anche il Torino (che però ha giocato bene con D’Aversa, anche grazie a Simeone, giocatore secondo me molto sottovalutato), non sono stati sempre all’altezza.

A questo aggiungiamo che, tra le squadre migliori dopo l’Inter, come il Napoli e il Como, si è visto spesso un calcio molto difensivo. Il Como non ha quasi utilizzato alcune soluzioni offensive che avrebbero potuto portare a più gol, mentre nel Napoli, nonostante De Bruyne potesse garantire una qualità superiore, non si è raggiunto il livello di prestazioni visto, per esempio, nella Roma, superlativa contro una Fiorentina troppo arrendevole.

Robert Fogelberg Rota

Siamo Salvi

Il biondo, il pelato e il danese

Sampdoria – Südtirol è stata una partita molto dura e difficile, in cui la squadra di Castori ha giocato davvero bene. Si tratta di un gruppo tosto, guerriero, cattivissimo agonisticamente, con una linea difensiva guidata dall’ottimo portiere Davide Adamonis e da giocatori esperti e combattivi come Frederic Veseli, Andrea Pietrangeli, Salvatore El Kaouakibi, Kevin Zedadka e Davide Frigerio. A questi si aggiungono un bellissimo giocatore come Fabian Tait e un bomber come Emanuele Pecorino, ben messi in campo e dotati di grande aggressività.

Un’aggressività tale che, con lanci lunghi e continui, mette più volte alla prova il “biondo”, il nostro Martinelli, costretto a diverse acrobazie e parate magiche, degne di grandi numeri uno come Ivano Bordon, Gianluca Pagliuca, Walter Zenga e Emil Audero. Il resto della difesa fa comunque la sua partita con uomini come Di Pardo, Palma, Viti e Giordano, ma anche Ricci e Henderson, che lottano e sbuffano costruendo un vero muro a centrocampo.

Qui entra in scena — e spero che il buon Attilio mi perdoni — “il pelato”, ovvero il regista di una linea di guerrieri esperti: Henderson, che dimostra di essere un ottimo giocatore, Ricci, ma anche Luigi Cherubini e Brunori, che lavorano secondo principi di calcio totale, degni della grande Paesi Bassi ma anche della sorprendente Corea del Sud del quarto posto mondiale.

A questi aggiungiamo il buon Toma Bašić Begić, ormai inserito e sempre utile, e Oliver Abildgaard, autore di un gran gol ma anche di una partita preziosa senza palla, simile a quelle che erano soliti fare tanti giocatori provenienti dalla terra di Amleto.

Purtroppo la partita, anche per merito dei due portieri, regala pochi gol, un po’ come certe sfide storiche della Sampdoria. Massimo Coda sbaglia un’occasione importante: per me resta uno dei migliori, ma anche tra i più penalizzati da gestioni tecniche discutibili.

Qui vorrei aprire due considerazioni. La prima: la vittoria della Sampdoria, giustamente, arriva il Festa dei Lavoratori, quasi un simbolo per una squadra operaia e combattiva. La seconda: la società ha sbagliato non tanto negli acquisti quanto nelle scelte degli allenatori. Lombardo ha dato a ciascuno un ruolo, una possibilità, una fiducia che si è tradotta in prestazioni molto positive.

È vero, c’è stata una batosta contro il Monza, ma la salvezza porta anche la sua firma. Bisogna costruire una squadra ascoltandolo. La Samp è una squadra che, come la Juventus — ma forse ancora di più — ha perso trofei e occasioni, e la “dama misteriosa” che cito è un omaggio alla sua storia.

Sempre forza Samp!

Italia serve agli USa non solo calcio

Italia sì, Italia no: la terra dei cachi

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Dopo l’eliminazione veramente sconvolgente da parte della Bosnia — che, siamo onesti, non è niente di speciale — l’Italia può ancora sperare di tornare ai Mondiali. Sarebbe un evento super positivo per tutti: per il torneo, per gli USA e per l’Italia in toto. Tuttavia, prima di affrontare il problema da un punto di vista tattico, bisogna analizzarlo sotto il profilo politico.

Trump è sceso in campo in una guerra lunga, difficile e piena d’insidie per l’unico alleato sicuro degli USA: Israele. Nonostante i reiterati attacchi alla popolazione civile, e nonostante il precedente della Federazione Russa, Israele non è stato escluso. La FIFA, infatti, sa bene che la nuova frontiera del calcio come industria globale — dopo il parziale fallimento del progetto cinese — si trova nel Nord America. Non tanto in Messico (molto pubblico, ma pochi capitali) o in Canada (buon pubblico, ma mercato limitato), quanto negli USA.

Oggi gli Stati Uniti hanno una buona compagine che gioca un calcio molto "olandese" — anzi, paradossalmente più olandese di quanto facciano oggi i Paesi Bassi — cresciuto costantemente dopo il Mondiale del 1994. In questo scenario, il prossimo Mondiale potrebbe dare ancora di più con una vittoria azzurra. A molti sembrerà un’esagerazione, ma per me può avvenire, soprattutto grazie a due pilastri: Donnarumma, sicuramente il miglior portiere al mondo, e Scamacca.

Il tutto, però, a una condizione: che siano guidati da Gasperini. Sinceramente, negli ultimi dieci anni, a parte la bella vittoria della Roma in Conference League, l'unica vera nota positiva per le compagini italiane è stata l’Atalanta quando ha vinto l'Europa League. Bisogna dare la Nazionale a Gasperini, concedendogli il tempo e i giocatori giusti. Solo così ci riusciremo.

i Robert Fogelberg Rota

Una Samp mediocre

Sampdoria, passo indietro pesante: il Mantova punisce ogni errore

UC Sampdoria
Mantova 1911

La sconfitta della Sampdoria sul campo del Mantova rappresenta un netto passo indietro nel percorso di crescita della squadra blucerchiata. Una partita mal interpretata, giocata con discontinuità e pagata a caro prezzo contro un avversario meno attrezzato sul piano tecnico ma più concreto e determinato.

Nel primo tempo il Mantova sorprende per organizzazione e intensità. L’iniziale esclusione di Bragantini sembrava poter agevolare la Samp, ma l’ingresso dell’attaccante cambia l’inerzia della gara: due giocate decisive certificano la sua capacità di incidere nei momenti chiave. Insieme alle buone prestazioni di Badi tra i pali e di Paoletti e Kouda in mezzo al campo, il Mantova costruisce una vittoria fondata su pragmatismo e spirito collettivo.

Al di là dei singoli, la squadra lombarda — pur con limiti strutturali evidenti — mostra identità e compattezza, qualità spesso decisive nella lotta per la permanenza in Serie B. Il sostegno dell’ambiente e la tradizione calcistica della città costituiscono un valore aggiunto per una società che punta prima di tutto alla stabilità.

Sul fronte Sampdoria, emergono invece fragilità già intraviste nelle scorse settimane. A tratti la manovra appare ordinata: la linea difensiva si muove con discreta compattezza, Hadzikadunic e Abildgaard garantiscono fisicità e una prima costruzione pulita, mentre Henderson si distingue per dinamismo, nonostante l’episodio del rigore non concesso che lascia più di un dubbio.

Il problema, però, nasce nella continuità. La squadra fatica a mantenere ritmo e pressione, arretra progressivamente il baricentro e concede campo agli avversari. In questo contesto Cherubini non riesce a esprimere il proprio talento, isolato tra le linee e poco supportato.

In attacco la prestazione risulta insufficiente. Borini vive una giornata complicata, impreciso sotto porta e poco lucido nelle scelte. Begic firma l’unico gol blucerchiato ma non garantisce peso offensivo costante. Nel secondo tempo l’assetto si sbilancia senza produrre reali benefici: De Paoli fatica a incidere, Barák appare lontano dalla migliore condizione e Soleri non riesce a dare profondità.

Il risultato è una sconfitta che rilancia le ambizioni del Mantova e costringe la Sampdoria a interrogarsi nuovamente sulla propria identità tecnica e mentale. Servono equilibrio, continuità e maggiore personalità per evitare di compromettere una stagione già complessa.

Il Milan vince, il Como gioca:

Allegri e il trionfo del "calcio all'italiana


Fermo restando il risultato, la sconfitta di ieri del Como avrà lasciato molti individui – soprattutto gli appassionati di calcio – scocciati e anche offesi. A tutti gli effetti, la squadra lariana è stata la migliore in campo: quella che ha fatto vedere il calcio più spettacolare. Prima con un gran bel gol imparabile, poi con una serie di attacchi ben lanciati e piacevoli, frutto di un gruppo dove tutti giocano per il bene comune.

Il rigore di Christopher Nkunku era quasi parato dal bravissimo portiere del Como, se non fosse stato tirato così precisamente. Da notare che, tra le ottime parate di Mike Maignan (il migliore portiere in assoluto) e alcuni errori fatti in maniera troppo precipitosa dagli avversari, emerge una notevole idea di fondo: il Milan è una compagine che gioca molto "prudentemente".

La domanda da farsi è se sia giusto e morale premiare un rigore che è stato così palesemente cercato – in una maniera per me sbagliatissima, ma legittima – da Rabiot, il migliore in campo. Parliamo di giocatori esperti, in grado di gestire la partita in maniera molto facile. Insieme a Nkunku (e al grandissimo Modric), Rabiot domanda la partita da centrocampo, compensando anche la presenza di un giocatore dalle enormi possibilità come Leao, che però gioca sempre in un modo indisponente. Il resto del Milan è fatto dai Fofana, dai Tomori, dai Gabbia: giocatori non di eccelso tasso tecnico, ma capaci di fare squadra e quadrato, con anche un Saelemaekers ormai ridotto a correre e pedalare.

Il Como, invece, rischia di essere una cicala. Seppur sia vero che il portiere (Butez/Ramon), lo sfortunato Van der Brempt e Baturina siano bravi e abbiano un grosso tasso tecnico, e che gli schemi di Fabregas siano super piacevoli, la compagine manca di concretezza e spirito di sacrificio. Tiene in campo un Morata "bollito", super quotato ma poco presente. A questo si aggiunge la mancanza di un vero centravanti, visto l'errore di aver ceduto Belotti senza cercare un sostituto adeguato.

Personalmente ritengo questa strategia sbagliatissima. Questi sono giocatori che "piacciono", ma il calcio richiede sostanza. Forse aver regalato alla Sampdoria due rincalzi di lusso (come i giovani talenti citati) è stato un errore.

Consiglierei al Como di agire sul mercato acquistando un vero centravanti "vecchio stampo", e il nome giusto sarebbe Gianluca Scamacca.

Vorrei citare tre esempi di "provinciali" vincenti: il Cagliari di Riva, il Verona di Elkjaer Larsen e soprattutto la Sampdoria di Vialli. Tutte queste vincevano lo scudetto grazie a questi grandi finalizzatori. Al contrario, una squadra con più potenziale economico e blasone come il Parma, anche se aveva un grandissimo giocatore come Asprilla, non ha saputo ripetersi proprio per mancanza di quella concretezza.

Detto questo, auguro al Como ogni bene, perché il calcio ha bisogno di compagini come questa.

Robert Fogelberg Rota

Lautaro Martinez signiori un goal che forse vale lo scudetto

Quando la VAR serve (purtroppo) a rovinare il calcio

Atalanta–Inter è una partita che, a parte Marotta — probabilmente l’unica vera persona che capisce di calcio in Europa tra i personaggi famosi — e Chivu, vera e propria rivelazione del campionato, non serve a nessuno e riesce solo a far arrabbiare tutti.

La partita finisce 1–0 per l’Inter, ma il risultato non racconta nulla di utile. I migliori dell’Atalanta sono Carnesecchi e soprattutto Hien, un giocatore che ricorda i migliori stopper italiani. Questo esito non serve a nessuno: mette pressione sulle squadre che giocano davvero bene, ovvero la Roma e soprattutto il Napoli, e affossa l’Atalanta, che può solo sperare — per non sparire del tutto dal calcio che conta — in una vittoria alquanto improbabile, in Coppa Italia o, ancora peggio, in Champions League.

La partita sarebbe dovuta finire 2–2, con altre tre reti splendide di Thuram, De Ketelaere e Scamacca, anche se tutti i gol, al limite del regolamento, sono stati annullati: decisioni corrette dal punto di vista arbitrale, ma negative per lo spettacolo.

Si aggiungono le parate decisive di Carnesecchi, un gol sbagliato da Perisic e uno da Barella. Ne è uscita una partita comunque spettacolare, che avrebbe potuto esserlo ancora di più senza la VAR, dando al pubblico ciò che vuole: i gol, le giocate ad effetto, le aperture di gioco. Tutte cose che ci sono state, ma che non fanno testo quando si resta prigionieri della logica dei pochi gol.

Per me, questa logica ha rovinato una partita che poteva e doveva essere migliore, offrire ancora più spettacolo e dare al pubblico ciò che davvero cerca.

Questo, come il risultato della qualificazione, il malaugurato esito di Bruges–Atalanta e la totale inefficienza del Napoli nelle coppe europee, racconta un momento difficile del nostro calcio. Speriamo in due miracoli da Fiorentina e Atalanta e in un buon Mondiale.

Robert Fogelberg Rota

Il Palermo vince la Samp non convince

La Sampdoria ormai è nel baratro

Palermo–Sampdoria è, in un certo senso, la mia partita. Essendo arrivato nella città di fuoco — per me bellissima — quasi in contemporanea con il pullman della Sampdoria, e avendo pubblicato un post diventato quasi virale a livello di meme, con persone che continuavano a contattarmi in una girandola di commenti, tra i pochi doriani presenti allo stadio e insieme a un ex giocatore, posso finalmente scrivere alcune considerazioni.

La prima riguarda Palermo, che definisco “città di fuoco”. Per qualità della vita, gastronomia, bellezza degli abitanti, pulizia e cura urbana, esistono quattro città che, in Italia e in Europa, considero straordinarie:
Urbino, la città dell’aria, bella, tranquilla e mite;
Genova, industriale, burbera ma profondamente simpatica e concreta;
Venezia, elegante, sensuale, caotica e sempre in festa;
e Palermo, che sorge in un paesaggio magnifico, magico, quasi lunare, quello della Conca d’Oro.

Palermo possiede uno dei centri storici più belli e vivibili al mondo, con strade larghe, caffè, street food eccezionale e una varietà umana e femminile unica. È una città vera, viva e pulsante. In una zona di architettura razionale ma non brutale sorge lo stadio Barbera — o “La Favorita” per chi ha qualche capello grigio — con un bel museo interno e una tifoseria storica, dura, autentica, ma anche composta. Qui gioca una squadra con quella che è probabilmente la seconda maglia più bella al mondo: il Palermo Calcio.

Purtroppo, come molte realtà siciliane, il Palermo ha avuto una storia travagliata nel Novecento: due finali di Coppa Italia perse in modo discutibile (una contro il Bologna), e nel periodo dell’ultimo vero patron, Zamparini, un calcio spettacolare culminato con una finale persa contro una grande Inter e una sfida con la Sampdoria che avrebbe potuto valere la Champions League.

Dopo la partecipazione della Sampdoria in Europa — segnata dalla sconfitta con il Werder Brema e dall’errore di De Carlo, che segnò l’inizio della fine societaria — le sfide tra blucerchiati e rosanero sono diventate gare corrette e combattute. Il 12/12/2025 viene deciso da uno splendido gol di Le Douaron, da cineteca, arrivato però in contropiede.

Filippo Inzaghi, ex grande bomber, allena i rosanero, ma c’è un problema evidente: il Palermo gioca in modo eccessivamente difensivo, basato quasi esclusivamente sul non prenderle. È un Palermo che esalta le qualità di giocatori di sacrificio come Palumbo — il migliore in campo — di Bini, difensore roccioso e tecnico, di Ranocchia, e di un portiere come Joronen, decisivo prima su Pafundi e poi su Pedrola, oltre al “ragno” Serge. Buona anche la prova di Bereszyński, tornato su ottimi livelli.

Ma è anche un Palermo in cui Joel Pohjanpalo è costretto a costruirsi da solo le occasioni: una conclusione esce di pochi millimetri. Un bomber di razza costretto a fare anche il regista. Tommaso Augello disputa una gara di puro sacrificio: pur avendolo criticato in passato, resta per me uno dei migliori blucerchiati di sempre, capace di mettere cross su cross, qui invece relegato a mediano di rottura.

Contro un avversario inferiore per tasso tecnico si poteva osare di più. Sia Bereszyński sia Augello avrebbero validi motivi per prendersela con la Sampdoria.

Se a inizio stagione mi avessero detto che la Samp avrebbe perso al Barbera, non mi sarei stupito. Il vero problema è che le sconfitte sono troppe e continuano in modo preoccupante. Ghidotti non è paragonabile ai grandi portieri del recente passato, ma disputa una gara sopra la media, evitando un passivo più pesante.

Le colpe non sono dei due scandinavi: Abildgaard, difensore tecnico e roccioso, capace di impostare, né del bosniaco-svedese Hadžikadunić, valido in rottura. Il problema è un gruppo di giocatori fuori ruolo e demotivati: Venturi, Benedetti, Conti — un vero oggetto misterioso — e Henderson, ex di turno, apparso bloccato, confuso e inconcludente.

Lo stesso vale per De Paoli, talento mai sbocciato, lezioso e macchinoso, e per Ioannou, tecnico ma ormai un lusso inutile. A complicare tutto, un centrocampo che non produce gioco. Coda ha un’occasione, ma è costretto a lavorare più per gli altri che per sé.

Pafundi e Pedrola giocano bene, così come Giordano. È incomprensibile inserire un difensore senza schierare Cherubini o Barák: una scelta che mostra sfiducia nei confronti di giocatori che, per qualità ed esperienza, potrebbero garantire una tranquilla permanenza in Serie B. Dopo il rigore sbagliato a Monza, Barák sembra un fantasma, vicino al ritiro.

È tempo di prendere coscienza della realtà: la squadra deve iniziare a fare risultati, a prendere punti, a non perdere. Angelo Gregucci deve dare un’identità precisa, un gioco, o almeno la capacità di adattarsi agli avversari. Senza un risultato a Padova, il baratro potrebbe diventare definitivo.

Robert Fogelberg Rota

Non basta per niente Cherubini

Due partite che fanno presagire numerose sfortune

Cherubini non può da solo cambiare le partite

Purtroppo i Cherubini non sono angeli combattenti e in questo resoconto su due partite pessime mi focalizzerò sulle partite sulla non prova della squadra che é allo sbando in tutto e per tutto senza nessuna attenuante neanche per Fotti che secondo me non ha saputo mettere in campo almeno a Empoli la formazione giusta. La rottura di De Paoli e Pedrola non doveva essere così determinate e adesso dobbiamo vedere quello che sono le principali cause di questo schifo su tutta la linea. Penso prima che sia doveroso iniziare dalle altre squadre come l’Empoli che ha buone possibilità e non gioca un brutto calcio anche se Dionisi dá poca grinta e motivazione. Ha una difesa ordinata con Fulignati A. in porta sicuro in ogni intervento Cutro fuori forma ma buono come Obaretin N.e Guarino ma due grandi giocatori Silva che si fa anche espellere e Elia che sanno giocare e un buon opportunista Popov B. Che segna anche un bel goal anche se fortunoso. Da notare che Ypers viene snobbato . Il calcio invece presentato dal Mantova é pessimo nel senso che esprime il peggiore e totale catenaccio e a parte la prodezza di Francesco Roucco che é un bel giocatore non dá niente. Sempre e solo pronto a difendere raddoppiale triplicare le marcature con Festa M. Che controlla sicuramente la porta spesso aiutato dagli altri giocatori sulla linea di porta. Purtroppo è un calcio che paga non positivo anzi di una noia mortale che una città come Mantova non deve avere. Sulla Sampdoria purtroppo fotti non é Murigno e la squadra non lo ascolta e forse non é ancora in grado di comprenderlo. Mi sembra un calcio molto complicato esempio per un mastino d’area di rigore come lo svedese bosniaco
Hadzikadunic D solo un mastino che sembra non rodato e non in grado di comunicare con Ghidoti che non é un cattivo portiere ma neanche l’estremo difensore saracinesca che senza scomodare Pagliuca e Zenga la Samp ha avuto con Viviano, Audero, falcone, Turk e anche Stankovic junior mentre ormai nelle due prove Ferrari e Giordano mostrano di non poter ottenere più neinte di essere fuori da ogni schema quasi fossero degli alieni in una squadra, che non comunicano non sanno ne fare e né giocare a calcio . Lo stesso vale per Ricci e riccio inguardabili e peggio ancora per Ioannou giocatore di grandi potenzialità sicuramente ma scarso e svogliato che a Empoli si sbaglia un goal e che contro il Mantova risulta l’uomo in più per gli altri incapace di fare un lancio per Coda bel giocatore ma che sembra un carro armato senza benzina e senza munizioni inutile obbligato a cercare Paloni. Questo vale anche per Barak un bel giocatore ma ormai sul viale del tramonto anche sfortunato e soprattutto lento senza condizione fisica. Gli unici due giocatori giusti sono il bravo Cherubini per giunta mal impiagato perché obbligato a andare a cercare palloni su ogni zona del campo mentre la vera rivelazione e l’unico che ha un minimo di concretezza é Çuni non un fenomeno ma un onesto giocatore attaccato alla maglia. Tutto il resto é nulla e forse l’unico che ha un minimo di fisico e di tecnica é il danese Abildgaard  che purtroppo ha dovuto lasciare il campo molto troppo presto e forse compromette ancora di più uan stagione che forse farà rimpiangere la scorsa

Robert Fogelberg Rota

Det krävs en mirakel för att Sverige skall nå VM

Nu får det vara nog

Kosovo gjorde en normal match och ändå utklassade Sverige

Jag är arg besviken och som svensk är jag otroligt fundersamt på vart är vi på väg. Det som presterades av den svenska herrar fotbolls landskapet igår var bajs kegamoja. Thomasen trots några bra matcher inte minst mot Ungen har visat sig en ignorant otrolig dryg dansk borgaren som visar enbart förakt mot den svenska folket och sina arbetsgivaren. Jag antar att i denna högst föraktafula arvinge till Kristian Tyran (i övrigt den enda spelare i Berlusconis milan som brydde sig aldrig att lärar sig italienska eller att besöka domkyrkan i Milano) har skapat en mycket tråkig och omotiverade  samling av bidragstagande. I den specifika om det hade inte varit för målvakten… hade Sverige förlorat med fyra noll och det hade inte varit tyvärr ett större sensation eftersom seriös Sverige just nu är en av det mest hatade länder i hela världen hånade för allt. Fast vi måste backa bakom banden för att förstå det som har hänt och vad som kanske borde göras om. Ryssar och även några serber som bör i utlandet (i Serbien det finns viktigare saker att tänka9 kan hävdad att tack vare att man stödjer Nato bombningar man hjälpande inte till med ett alternativ fredsplan då fick man vad man förtjänade. Dem europeiska och för allt del nord amerikanska rasister och främlingsfientliga troll skulle kunna säga på 1950 talet och 1980 talet och även år 1994 dem flesta spelaren var etnisk svenska eller hade åtminstone en svensk föräldrar och då Sverige kunde prestera. Dessa är åsikter som är och jag tillåter mig att säga det högst korkade och lät oss säga varför. När jag följer utländska turister r dem förvånade att vårt språk är så annorlunda från plats till plats i landet trots att Sverige har varit en nation under ett sådan långt tid och säga att Sverige skulle vara homogen är en överdrift och historisk inte korrekt. Kanske innan industri invandrnig gav det ett sådan utryckt precis som den senaste (jag hoppas) inte den sista resultat i fotboll av den svenska landskapet kvartfinaler under VM i Ryssland 2017 skulle vara en framgång. Vi bakar bakom bandet till denna kvar match mot Italien. Denna match hade sett två stolpe från bellotti som hade kunnat gått inne. VM i Ryssland när Sverige var den minst favorit av alla  dem tävlade lag men lyckades bra trots dem två matcher mot Tyskland och England som man borde ha vunnit båda. . den svenska fotobok behöver satsa på sina inhemska spelaren jag tror att Potter kommer att få ett mycket svårt arbete men kommer att kunna förhoppningsvis köra den ordentlig

Robert Fogelberg Rota

Tennisen när den är som bästa

Tennisen den ädla ”leken”

Vad som var slående är att under 1980 .90 och även under en lång tid på 2000 talet man stavade Sverige och man läste välfärden. Ikea och tennisen. Sverige var mest på herrsidan en av dem ledande stor makter i tennisen. Det som har kommit efter har varit svåra år för den svenska tennisen men trots allt man har fortfarande några goda turneringar och Stockholm open är kanske en av dem mest framgångsrika. Naturligt viss blir det mindre och mindre person särskilt bland dem yngre som spelar den och jag kana bara tycka att det är både synd och skam eftersom man kan ha mycket rolig med det inte minst som publik som jag hade igår på kungliga teniss hallen. Den match som jag hade äran att se vara den av Christian Ruud den bästa norska spelaren någonsin mot kroaten Marin Cilic… som har haft ett stor slam vinst i US open. Lugnt ganska till året gången mycket erfarenhet  hans spel sätt med två servar som i huvudsakligen träffar hela hans spel stil utgår från några snabba atackker och väldigt svåra forward. Spelet är mycket bra men man märker tydligt att Rudd är en spelare av en helt annat nivå som slår alltid tillbaka som en vägg öppnar sitt moståndaren är minst like duktig med server och under nätet. En så bra spelade match och jag hoppas att han kommer att ädla turneringen men att vina det efter ha klarat ett extremt bra moståndaren under första omgång. Innan dess hade vi sett en annan bra spelare som brott tempo visade en annat god teknisk förmåga dvs Lorenzo Sorego som brutaliserade efter en bra inledning Arthur Fery en duktig brittisk kämparen som delvis i första set gav han en mycket bra match. Om denna match hade ett klart dominans det var ingenting hur den avklarade ungrare Marton Fucsovics ”spöade ” upp holländaren Jesper de Jong som i själva verket hade enbart en dålig dag. Innan dess hade den argentinska duktiga spelaren Camilo Ugo Carabelli  varit tvungen att dra sig tillbaka mot den atletiske amerikanaren Aleksandar Kovacevic som lyckades med att sepla säkert. Den mest jämnan matchen var den mellan polacken Majchrzak och amerikanen Sebastian a Korda son till den gamla tjeckiska stor spelaren som presenterade ett extremt bra match mycket jämn även om den bästa matchen av alla var den tappra försök av leo Borg mot den kanadensiska  israelisk född men ukrainaren Shapovalov en match som visade allt styrkan spelar förmåga och inte minst en vilja till att kunna ta ett plats. Tyvärr är kanadensarna en bättre och mer rutinerade spelaren och leo Borg till ssit misslyckade för en stund att gå i tötet. Senare skulle Rudd visa hela hans styrkan och jag hoppas att han kommer att ge snart ännu bättre resultatet

Robert Fogelberg Rota

¨Giordano Coda Pafundi e Chrubini la Sampdoria é rinata

Una delle migliori vittorie degli ultimi anni

Sampdoria Pescara era uan partita da vincere e anche aiutata da un brutto errore di di bosco che provoca un rigore fa totalmente finire l’ottima prova di un Pescara che è messo bene in campo dal bravo Vincenzo Viviani con buoni giocatori come il difensore Cobo Olzer Olivieri e Vi Nardo e anche con alcuni grandi almeno per la B ricalzi coem Sgarbi. La Sampdoria risponde dopo uno smarrimento comprensibili con un micidiale uno due di Pafundi e Chrubini giocatori tecnici divertenti capaci di presentare un’ ottima intesa che +e anche sfruttata dall’ariete Coda che riesce con glaciale precisione prima a mettere un suo rigore e poi a servire un pallone d’oro a Pafundi e anche a prendere una travrsa mstrandosi non solo un bomber vero ma anche un ottimo incredibile giocatore che fa quello che deve e farlo benissimo .Un altro leder è De Paoli bravo e sfortunato nella carriera mette il suo secondo goal come quello bellissimo poi realizzato daiaranou giocatore per me in  tutto eccelso almeno per la B e per una volta si vede anche il Bellemo che vorremo sempre e comunque vedere . Questi giocatori reiscono a dare il meglio di anche per la presenza del giocatore danese Abildgaard umile bravo a muoversi anche senza palla ottimo nell’interdizione. Purtroppo alcuni elementi sembrano ancora troppo in rodaggio come il bosniaco svedese Hadzikadinic e il croato vulikic e l’terno incompreso Pio Riccio e Venturi  Questo  mi permette di aprire un discorso su alcuni altri personaggi che sono forse i più quotati della Rosa Balack autore di una buona partita dove è spesso partito moto più da lontano e soprattutto Henederson che e anche andato vicino al goal una squadra che fa bene e può continuare . dai Sampdoria e anche una menzione particolare per l’albanese Cuni che ha giocator molto benee può migliorarsi. Ma chi sorprende é Giordano finalemnete iun genovese difensore roccioso che aiuto Ghilotti e ripercorá le gesta di Arnuzzo e Marco Lanna

Robert Fogelberg Rota

Neanche in grado di fare autogoal

La colpa e di tutti

In questo breve articolo dopo aver mandtao a fare in culo i grifoni (per favore lasciamo stare i gufi che sono animali saggi) intendo analizare questa retrocesione e dire anzi affermanre con forza che non é ancora le secondo me non sara mai la fine della Sampdoria. Lsono certo che a tutti i mesaggi di odio gratuito dati da tutto il mondo sono persarebbero stati di meno se la Sampdoria fosse due anni fa falita e molti avrebebro detto poverini coem Chievo e Regina scuadre andtae male . la Samp sigbniori aveva anche solo per il puibblicola possibilit+á di slavarsi e più o meno c’é riuscita come parametri e penso che potrá iscriversi al campionato di serie Cm con le sue igognite o so che compagini come Pro Vercelli, Alessnadria, Casale  e anche novara lanquiscono in un limbo con un certo blasone e che scuadre come Lanerosi Vicenza e Perugia oltre che la Spal e la Propattia stano un po’ in B e un po’ in C ma forse possono ritornar ein A e il caro Novara u poä lo stesso ma ci sono delle differnenze,. Mentre Fiornetiuna, Napoli, parma e Como sono fallite e poi tornate la Sam,pdoria non é mia flalita nonotante tutto anhce se ci detestiamo grazie a quest’uomo Masismo Ferrero. A parte che´lUca S cazzi senza simpatia e eganza ferrero é una persona che di calcio se ne capisce e anche molto purtroppo visto al gretezz ala tirchieria del personaggio molto più di tanti genovesi me compreso quello che si faceva bene vedi la partita contro il Voivoda si sono trasformate in un re mida di merda con la nsotra scuadra che ha sottoprestto. Gianpolo presntó sempre un gioco super iper mega cervelotico , Ranieri ha dato il peggio della sua enorme cariera e inspiegabilmnete si é preso sia Di franmcecso e si é tolto un tale D’Aversa secondo me un tecnico molto preparto. Purtroppo stankovic che aveva Audero prima del tracolo e giocatori comeamione Nyukting, Augello  , Munru e Zanoli oltre che quattro attacanti in grado di fare goal Gabbaidini, Qiaglairella, Lamers e anche Sabiri ha gestito tutto malissimoö Vorrei ricordare che una rosa molto approsimativa la Sampdoria di Pirlo conquistò un pay off e eliminò il Como i e fece la fatale tourne in Germania con le ´vecchie glorie della DDR . La Sampdoria dei tempi d’oro ricordava le compagini dell’est bel gioco serietá e goliardia. Nell’era idustriale ha fatto poco. Sulla stagione nnostante il darby piú perso daal Genoa che vinto dalla Samp ci portó a crdere in Sottil che non solo a scarse preparazione tecniche ma non é un comunicatore in niente e poi a prendere Semolici persona a cui consiglio di cambiare mestiere.mEvanie  Lombardo gli ultimi eroie purtroppo non hanno fatto il miracolo ma hanno anhce degli errori non da poco sul groppone. Le due partite con la Cremonese e la Juve stbbai sono state delle farse. Adesso anliziamo il perché queste due compagini si giocherano il play off. Giocano bene ma con noi non hanno sopratutto la Cremonese fatto niente . la Samp non ha fatto né lanci lunghi ne verticalizazioni e il risultato é stato che chi era pericoloso sono stai i difensori . Un arbitro più fiscale avrebbe fisciato un rigore su Ferrari e al 50 % delle possibilitá saremo salvi anche se gli attaccanti che abbiamo non sono in grado di fare nenahce autogoal . Niang é stato una statua inutili e Coda peggio ancora. Non c’é un giocatore della Sampdoria che ha giocatomda sufficenza forse maulesen . Occore quindi iniziare da zero partire dal nulla con un buon tecnico da C o riprovare con Evani e Lombardo e cercare con loro di ripartire facendo tabula rasa . Mi raccomando guardiamoci e guardatevi negli occhi per cercare di fare quello che si deve fare una ripartenza con umiltà lavoro e giocando ogni partita fino alla morte . Detto anzi scritto questo  invito i tifosi ha continuare a seguirla ma prego la societá di farla giocare sempre e solo in C con la maglia di riserva

Robert Fogelberg Rota

Un obbrobio con la Cremonese

Sono esterrefatto

L’ultima spiaggia è sempre più lontana il barato è più vicino

Alcuni potrebbero giudicare la prova della Sampdoria con la cremonese come una partita acquetabile ma con buona pace di Lombardo e Evani ai quali va il mio affetto e la mia simpatia non è così la prova anche se il migliore in campo è stato il portiere della cremonese Fulignati non è così. Con un De Luca in campo ma non super in palla e soprattutto di Jonason che è un ottimo giocatore oltre a Antonov elo stesso per Ravanelli Pichel e Azzi nessuno un campionissimo onesti operai di un calcio molto basato sulla corsa la chiusura lo spirito di sacrificio e la sagacia di Stroppa che per una volta non mette in campo uan squadra che ha voglia di menare e riesce a far dare il massimo in una maniera molto buona coratta e anche k cosa che purtroppo la Samp non riesce più a fare. Cosa dire di questa compagine. Sembrano tutti giocatori nervosi che esplicano limiti. Quegli di Crago sono tecnici quegli del buon ferrari più di tipo atletico e di velocità mentre giocatori con De Paoli e Ypers sono quasi indegni di giocare in un qualsiasi campionato italiano a questo bisogna anche aggiungere la pochezza di giocatori come Altare, Benedetti r Beruatto oltre che Ricci akinsamiri e Lorenzo Venturi. Tra i pochi che hanno voglia di fare abbiamo Niang e soprattutto Sibilli a modo suo uno dei pochi che sembra crederci sfortunato come pochi ma precisamente come Ronaldo Viera che per me resta l’unica nota positiva di questa pochezza di stagione. Un grande pubblico non merita una compagine che ha sia pochissime idee ma soprattutto così poca voglia di fare idee così confuse e anche una strafottenza di fondo. Si tratta di giocatori che sono minimamente attaccati alla maglia che non hanno chiaramente nessuna voglia né di fare e neanche  di sacrificarsi. Gli uomini più sbagliati nel luogo sbagliato e con pochissime possibilitá di fare qualcosa di buono

Robert Fogelberg Rota