Schiller ne sarebbe stato contento. E anche io lo sono.
Regia: Nick Hamm
Interpreti: Claes Bang, Ben Kingsley, Connor Swindells, Golshifteh Farahani
Distribuzione: TVCO / Play
Fotografia: Jamie Ramsay
Montaggio: Yan Miles
La Recensione
Girato con la sapiente regia di Nick Hamm, William Tell è un film molto bello e scorrevole che porta sullo schermo la spettacolarizzazione e l’attualizzazione del mondo alpino e medievale presente nell’opera di Schiller.
La prima cosa che colpisce è l’esattezza dei costumi, estremamente autentici, unita alla fotografia di Jamie Ramsay, capace di dipingere un mondo arcaico dove la natura è predominante e minacciosa. Notevole anche il montaggio di Yan Miles, uno dei migliori in circolazione: spicca in particolare il duello a colpi di fioretto tra Gessler, il malvagio dignitario austriaco interpretato da un bravissimo e violento Connor Swindells, e l’eroe in potenza, il giovane barone Rudenz, che ha il volto di Jonah Hauer-King. Interessante (anche se forse un po' eccessiva) la scena in cui vediamo l'utilizzo di una falce come arma da parte di uno dei compagni più carismatici di Guglielmo Tell: l’enorme e vulcanico Stauffacher, interpretato da un potente Rafe Spall.
Nel film, nessuno degli svizzeri è un personaggio negativo, ma non risultano nemmeno univoci. Lo stesso vale per gli austriaci: la scelta principale della regia è infondere una forte carica di amore per la libertà, offrendo una visione del mondo quasi "adolescenziale" per purezza. In questo contesto, trovo fondamentale la figura del figlio di Tell, il giovane Walter, presentato benissimo da Tobias Jowett. Il ragazzo riflette la selvaggia bellezza mediorientale di Sanna (una bravissima Golshifteh Farahani) e il tormento del giovane Tell, interpretato da Éanna Hardwicke.
Il protagonista aggiunge un altro splendido ruolo alla carriera dell'attore danese Claes Bang. Il suo Tell è un cacciatore, un eroe e una leggenda, ma resta un uomo comune; lontano dai fasti di Mel Gibson ne Il patriota di Emmerich, Bang si muove con la forza di un protagonista western e l'agilità di un ballerino, risultando essenziale ed efficace.
Molto forti le scene con la moglie, il figlio e il fidato amico Melcher (Solly McLeod), affiancato dalla "valchiria" Emily Beecham, capace di infiammare il popolo prima di morire eroicamente nella scena della contro-imboscata. Degna di nota anche la prova di Amar Chadha-Patel nei panni del frate/monaco armeno.
Sul fronte degli antagonisti, oltre a Gessler, gli austriaci sono tiranni odiosi. Spicca il Re Alberto, interpretato dal grandissimo Ben Kingsley, che regala esattamente il ruolo che ci si aspetta da lui. Accanto a lui troviamo la folle Agnes (Jess Douglas-Welsh), una vera "Strega di Biancaneve", e i due principi: il ridicolo Leopoldo (David Moorst) e il ancor più malvagio — perché realistico — Theo (Theo Hamm). A questi si aggiunge il vero "villain", ancora più abile di Gessler: Strussi, interpretato da Jake Dunn.
A nobilitare ulteriormente la pellicola troviamo uno dei padri nobili del cinema mondiale, Jonathan Pryce, nei panni del Barone di Attinghausen, e una strepitosa Ellie Bamber nel ruolo di Bertha, capace di ammaliare gli uomini e difendersi da Gessler.
In conclusione, un film stupendo da vedere e rivedere.
Robert Fogelberg Rota