Perché Ettore Scola è datato?
Il film Splendor è una stupenda lezione di cinema e, per me, il saggio più bello dedicato al cinema. È anche l’opera omnia di un grande attore, non solo comico: un vero Pulcinella, Massimo Troisi nel ruolo di Luigi.
Il film ha diversi livelli di ricordo: il primo è quello di Luigi (Massimo Troisi), fenomenale; il secondo è quello di Jordan, cioè un Marcello Mastroianni straordinario; il terzo è quello di un paese, l’Italia, che non esiste più, perché è stata “uccisa” da Internet e dall’intelligenza artificiale.
Ma andiamo con ordine.
La storia è semplice, ma il tempo – come il libro che legge la pallida e slavata Chantal, interpretata da Marina Vlady, una profuga russa che si finge francese – diventa centrale. Il libro le viene dato da uno dei suoi spasimanti, il caro Paolo, il libraio, interpretato da un bravissimo Paolo Panelli.
È uno dei tanti personaggi che vivono in questa piccola città del sud, come il parroco che cerca di fare una sorta di Savonarola, interpretato da Vernon Dobtcheff.
Molto caricaturale è invece il perno della storia: Jordan, un Marcello Mastroianni irriconoscibile ma in linea con lo stile di Scola. Jordan passa dai baracconi alla libertà economica, con una famiglia difficile e un ambiente complicato, dove poco a poco scopriamo una serie di problemi.
Tra questi, il primo è Luigi: il giovane Massimo Troisi, stupendo nel suo ruolo, un po’ Pulcinella, un po’ Arlecchino e un po’ teatro dell’assurdo. Pian piano prende il controllo del paradosso, tra gli amici al bar, il rispetto per il luogo e soprattutto l’amore per il cinema, un amore totale e incondizionato.
La splendida fotografia di Luigi Tovoli e le musiche di Armando Trovajoli fanno la differenza in un’opera che, secondo me, è bellissima.
Robert Fogelberg Rota