Ottimo Luis Enrique, ma chiacchiere a zero
Allora, per prima cosa sembra che, dopo i Galácticos e le epoche successive, siano tornate le grandi squadre a dominare la Champions League, come ai tempi dell’Ajax, del Bayern Monaco e, ancora prima, del Benfica, dell'Inter e del Milan di Sacchi. Il PSG si iscrive a questo club, anche se la sua vittoria rimane macchiata da due pecche enormi: non essere avvenuta nei tempi regolamentari e il comportamento indegno dei tifosi di casa. Questi ultimi hanno creato un caos da condannare senza se e senza ma, che mette in crisi lo Stato francese. Se una vittoria dà l’avvio a qualcosa di simile, mettere la città a ferro e fuoco significa che c’é molto che non funziona in una società che tollera, ma anche provoca tutto questo, e in persone che scelgono solo questo tipo di comunicazione.
Riguardo all'Arsenal, ha giocato la partita giusta con alcuni uomini veramente bravi come Rice, Ødegaard e soprattutto Hincapié, autore di un grandissimo gol. Al contrario, per me il pur bravo allenatore Mikel Arteta ha commesso due errori madornali: non far giocare Centofanti e tenere Martinelli e soprattutto Havertz troppo a lungo in panchina; una gestione opposta a quella di Luis Enrique.
Enrique utilizza nella maniera migliore Dembélé, un giocatore da Pallone d’Oro, ma soprattutto il migliore in campo: Kvaratskhelia. Quest'ultimo riesce a ottenere un rigore giustissimo (anche se cercato) e dialoga benissimo con Fabián Ruiz e Vitinha. Ottimo anche Marquinhos, eccezionale per un’altra dote, la sportività, e l’enorme Hakimi, per me il miglior giocatore africano di sempre. Si aggiungano Neves e il resto della squadra: quello che fa Luis Enrique è lavorare con ottimi elementi che giocano al meglio in quello che deve essere il calcio, soprattutto un gioco di squadra, dove si gioca non solo per vincere ma anche per far divertire.
Questo spirito si vede benissimo anche in elementi come il portiere Safonov che, anziché far rimpiangere Donnarumma o sembrare solo una scommessa, si mostra solido, bravo, inserito, preciso e concentrato. Ricorda la tradizione russa con Lev Jašin (l’Uomo Ragno) ma anche Dasaev, in un momento storico in cui la Russia e la Francia sono in contesti geopolitici tesi. Anche giocatori che non sono forse prime scelte nel calcio mondiale, come Pacho e Nuno Mendes, fanno più di quello che ci si potrebbe immaginare, mostrando che il PSG non è un semplice club, ma il club in grado di fare più del dovuto nella maniera migliore. Si mostrano per quello che dovrebbe essere il calcio: un gioco divertente e di squadra.
Una vittoria strameritata e mi auguro di vederne delle altre.
Marianen Vitinova