Una Samp mediocre

Sampdoria, passo indietro pesante: il Mantova punisce ogni errore

UC Sampdoria
Mantova 1911

La sconfitta della Sampdoria sul campo del Mantova rappresenta un netto passo indietro nel percorso di crescita della squadra blucerchiata. Una partita mal interpretata, giocata con discontinuità e pagata a caro prezzo contro un avversario meno attrezzato sul piano tecnico ma più concreto e determinato.

Nel primo tempo il Mantova sorprende per organizzazione e intensità. L’iniziale esclusione di Bragantini sembrava poter agevolare la Samp, ma l’ingresso dell’attaccante cambia l’inerzia della gara: due giocate decisive certificano la sua capacità di incidere nei momenti chiave. Insieme alle buone prestazioni di Badi tra i pali e di Paoletti e Kouda in mezzo al campo, il Mantova costruisce una vittoria fondata su pragmatismo e spirito collettivo.

Al di là dei singoli, la squadra lombarda — pur con limiti strutturali evidenti — mostra identità e compattezza, qualità spesso decisive nella lotta per la permanenza in Serie B. Il sostegno dell’ambiente e la tradizione calcistica della città costituiscono un valore aggiunto per una società che punta prima di tutto alla stabilità.

Sul fronte Sampdoria, emergono invece fragilità già intraviste nelle scorse settimane. A tratti la manovra appare ordinata: la linea difensiva si muove con discreta compattezza, Hadzikadunic e Abildgaard garantiscono fisicità e una prima costruzione pulita, mentre Henderson si distingue per dinamismo, nonostante l’episodio del rigore non concesso che lascia più di un dubbio.

Il problema, però, nasce nella continuità. La squadra fatica a mantenere ritmo e pressione, arretra progressivamente il baricentro e concede campo agli avversari. In questo contesto Cherubini non riesce a esprimere il proprio talento, isolato tra le linee e poco supportato.

In attacco la prestazione risulta insufficiente. Borini vive una giornata complicata, impreciso sotto porta e poco lucido nelle scelte. Begic firma l’unico gol blucerchiato ma non garantisce peso offensivo costante. Nel secondo tempo l’assetto si sbilancia senza produrre reali benefici: De Paoli fatica a incidere, Barák appare lontano dalla migliore condizione e Soleri non riesce a dare profondità.

Il risultato è una sconfitta che rilancia le ambizioni del Mantova e costringe la Sampdoria a interrogarsi nuovamente sulla propria identità tecnica e mentale. Servono equilibrio, continuità e maggiore personalità per evitare di compromettere una stagione già complessa.